CPAP o bite mandibolare: quale terapia scegliere

CPAP o bite mandibolare: quale terapia scegliere

Quando è indicata la CPAP e quando il dispositivo di avanzamento mandibolare: indicazioni, aderenza, effetti collaterali e percorso diagnostico in Svizzera.

Due terapie, un solo obiettivo: mantenere aperte le vie aeree

Dopo la diagnosi di sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) la domanda è quasi sempre la stessa: CPAP o bite? Le due terapie hanno lo stesso scopo — mantenere aperto il faringe durante il sonno — ma lo raggiungono per vie molto diverse.

La terapia CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) usa un piccolo apparecchio sul comodino che, tramite un tubo e una maschera, genera una leggera pressione positiva. Quel flusso d'aria funziona come uno stent pneumatico: tiene aperte meccanicamente le vie aeree superiori finché la maschera è indossata.

Il dispositivo di avanzamento mandibolare, in tedesco Unterkieferprotrusionsschiene (UKPS), è un dispositivo dentale su misura formato da due placche collegate per arcata superiore e inferiore. Di notte mantiene la mandibola in una posizione lievemente avanzata: la base della lingua viene portata in avanti e lo spazio faringeo resta pervio. Nel linguaggio comune si chiama bite antirussamento; nei referti medici e nella documentazione della cassa malati compare la sigla UKPS.

Quando è indicata la CPAP

In medicina del sonno la CPAP resta lo standard nelle apnee notturne di grado severo. La pressione è regolabile individualmente e la terapia funziona indipendentemente dallo stato dei denti. È la prima scelta soprattutto in queste situazioni:

  • apnea ostruttiva del sonno di grado severo
  • sonnolenza diurna marcata o colpi di sonno alla guida
  • patologie cardiovascolari concomitanti rilevanti
  • casi in cui il dispositivo dentale non è realizzabile: denti insufficienti o non idonei a sostenerlo, parodontite non trattata, disturbi importanti dell'articolazione temporomandibolare

Quando è indicato il dispositivo di avanzamento mandibolare

Il bite mandibolare non è una versione economica della CPAP: è una terapia autonoma con un proprio campo di indicazione. Viene considerato soprattutto in caso di:

  • OSAS di grado lieve o moderato
  • russamento posizionale socialmente invalidante senza apnee rilevanti
  • pazienti che dimostrano di non tollerare la CPAP o che l'hanno interrotta
  • viaggi frequenti e pernottamenti fuori casa, perché il dispositivo non richiede corrente, acqua né accessori

Il presupposto è sempre una valutazione odontoiatrica: denti sufficienti e sani, parodonto stabile, articolazione temporomandibolare senza sintomi.

Aderenza alla terapia: il punto onesto

Sulla carta la CPAP riduce l'indice di apnea-ipopnea in modo più netto. Quel risultato però vale solo se l'apparecchio viene usato ogni notte e per tutta la notte. Una parte consistente dei pazienti abbandona la maschera o la usa poche ore. Molti pazienti riferiscono invece di indossare il bite con maggiore regolarità, perché è silenzioso, non disturba il partner e non limita i movimenti nel letto.

La conclusione è sobria: una terapia che viene usata aiuta più di una terapia che resta nel cassetto. Per questo la tollerabilità non è un dettaglio, ma parte della decisione clinica.

Effetti collaterali e periodo di adattamento

Entrambe le soluzioni richiedono pazienza. Interrompere dopo la prima settimana è prematuro.

Con la CPAP sono frequenti secchezza delle mucose, segni di pressione della maschera, perdite d'aria dai bordi, aerofagia o il rumore dell'apparecchio. Molti di questi problemi si risolvono con una maschera di forma diversa, un umidificatore o una nuova titolazione della pressione.

Con il bite sono tipici aumento della salivazione, tensione dei muscoli masticatori e una sensazione di morso alterato al risveglio. Di solito si attenuano dopo le prime settimane. Poiché un avanzamento protratto nel tempo può modificare la posizione dei denti, i controlli odontoiatrici periodici fanno parte integrante della terapia.

Come si arriva alla decisione

La scelta non spetta al paziente da solo, e tanto meno a un negozio online. In Svizzera il percorso è definito:

  • Accertamento e diagnosi: pneumologia, otorinolaringoiatria o un centro del sonno certificato eseguono una poligrafia a domicilio o una polisonnografia in laboratorio. Da qui emerge il grado di gravità dell'OSAS.
  • Indicazione e prescrizione: il medico decide sulla base di quei valori se sia indicata la CPAP, il dispositivo dentale o una combinazione.
  • Valutazione odontoiatrica: il dentista controlla denti, parodonto e articolazione e prende le impronte.
  • Realizzazione: SnoreFreeSwiss è il laboratorio odontotecnico di ProthesLab3D GmbH a Zurigo. Costruiamo il dispositivo su misura a partire da quella documentazione: non formuliamo diagnosi e non eseguiamo esami del sonno.
  • Controllo: l'avanzamento viene regolato per gradi e il risultato terapeutico viene verificato dal medico.

Costi e copertura assicurativa

A determinate condizioni la terapia con dispositivo di avanzamento mandibolare è sostenuta dall'assicurazione di base obbligatoria. Servono una diagnosi di medicina del sonno e una prescrizione da parte di pneumologia, otorinolaringoiatria o di un centro del sonno certificato. Franchigia e aliquota percentuale restano comunque a carico del paziente. Verifichi il diritto alla copertura con la sua cassa malati prima della realizzazione; i nostri prezzi sono indicati nella pagina Prezzi.

Conclusione

CPAP e dispositivo di avanzamento mandibolare non sono in concorrenza: coprono gradi di gravità e situazioni di vita diverse. Nell'apnea severa la CPAP resta il riferimento; nell'OSAS lieve o moderata e nei casi di intolleranza documentata alla CPAP il bite è un'alternativa riconosciuta dal medico. Una panoramica di tutte le altre soluzioni si trova nel nostro articolo Tutti i dispositivi per risolvere russamento o l'apnea notturna.

Se ha già una diagnosi e il suo dentista ha preso le impronte, realizziamo il suo bite antirussamento su misura a Zurigo, con qualità svizzera.